![]() Sono ormai le ore 19 quando l'esausto giovane Marok riesce finalmente ad evadere dalla casa dei pazzi dove un avverso destino l'ha tristemente segregato. E' una lotta contro il tempo, ma il nostro eroe riesce a schizzare sotto il porticato dell'inimitabile Palapiercing e si fionda come un razzo verso l'aulica meta dei suoi sogni più proibiti, la pizzeria Colosseo, splendido localino che tutto il mondo ci invidia e nel quale da lì a poco avrebbe avuto inizio la fantastica megapizzata con gli Elii organizzata nientemeno che dal terzo braccio del fave club KAVA! Sarà l'ansia, sarà la stanchezza, ma arrivato sul posto i miei occhi non riuscivano a scorgere null'altro che non fosse una pizzeria deserta popolata da due soli personaggi: il primo ero IO, il secondo altri non era che lui, il terzo braccio del fave club, KAVA. Pronti per una romantica pizzata a due, aspettiamo fuori dalla porta l'arrivo delle altre fave ritardatarie, mentre gli Elii ormai sono dati ovviamente per dispersi. Alle 19 e 40 arriva finalmente la prima favessa, Megan, che, dopo aver contemplato a lungo il mio giovane corpo, ci convince ad entrare mentre Kava con lo sguardo perso nel vuoto continua a ripetere: "Ma... non capisco... mi avevano detto che venivano...".
Ma le sorprese non sono finite: alle otto e dieci entra nel locale il Davidone Cesareo, che ci passa davanti cagandoci più o meno quanto una colonna portante di cemento, anzi forse di meno perchè a volte le colonne portanti fanno la loro porca figura, e se ne va a sedere su un tavolo per i cavolacci suoi, seguito a ruota da qualche membro dello staff. Tutto ciò era molto bello, ci sentivamo realizzati nel nostro ego più profondo, eravamo finalmente pronti per il nuovo millennio, pronti per entrare in Europa, ma sotto sotto sentivamo che non sarebbe durata: alle otto e un quarto fa all'improvviso il suo ingresso nel locale il personaggio che ha turbato i sogni di innumerevoli generazioni di giovani fave: il mitico, ineguagliabile, inossidabile IVAN PIOMBINO!!!!!!
Dopo un po' Sergione ci racconta tutto soddisfatto che hanno PERSO i cartelloni di The Peak of the Mountains e quindi non la faranno, affermazione alla quale è seguito un tentato suicidio di massa che purtroppo, in quanto fallito, non è stato riportato sulle cronache di nessun mezzo radiotelevisivo. Peccato... ma era comunque giunta la nostra ora, si erano fatte le nove e, dopo un breve saluto al buon Christian, ce ne entriamo nel teatro, per non perdere il nostro posto in prima fila.
Nel teatro suonano ancora gli Ossi Duri, gruppo di supporto, musicalmente bravini ma con testi pietosi. Per fortuna anche loro se ne rendono conto e così, presi dalla vergogna, verso le dieci meno venti schiodano e nel teatro cala il buio più completo.
Dopo pochi minuti si accendono le luci ed Elio zompa sul palco introducendo la sigla dell'eurovisione e facendo partire quel bellissimo pezzo strumentale che veniva usato come finale di Alfieri2 nel tour del 1988, e che i più musicalmente colti di voi (ogni riferimento a Claragnese è puramente casuale) mi hanno rivelato chiamarsi Out into the daylight.
E finalmente per la prima volta gli Elii staccano i propri organi dagli strumenti musicali e il pubblico è finalmente libero di applaudire in santa pace. Ed è il TRIONFO!!!!
E ha così inizio FARMACISTA, seguito da EVVIVA/LA VISIONE, CARO 2000 e, udite udite, VIVI ROCCO, la mitica, divertentissima parodia di We will rock you dei Queen che gli Elii non eseguivano dal lontano 1989, seguono EL PUBE, YES I LOVE YOU (senza effetti elettronici sulla voce), finchè non inizia uno dei pezzi più attesi, L'INDIANATA. Ed è il DELIRIO!!!
E, per dimostrare il loro amore verso il playback, gli Elii iniziano per l'appunto un brano unplugged, che altro non è che la stupenda PERDO ANCHE L'ULTIMO DENTE E CERCO DI RIAVVITARLO, bellissima canzone medley di pezzi rari e mai pubblicati (come il Sciur Francesco o Settore Giovanile Targato Travagliato), eseguiti con banjo e strumenti giocattolo, mimati con marionette. e inframmezzati con alcune composizioni più recenti, come la Terra dei cachi o Presidance. Finché il tutto non si conclude con l'indimenticabile strofa: "Sì, è la canzone dell'amore, che scaturisce dal mio cuore, e la canterà Piero Pelù, che coi Litfiba non canta più..." Ancora una volta il teatro esplode, seguono un paio di minuti di applausi e parte IL ROCK AND ROLL, seguito da BURATTINO SENZA FICHI e da TELL ME YOU LOVE ME, tributo al grande Zappa. Alcuni attimi di silenzio e parte il coro Forza Panino, che lascia presto spazio all'ultimissimo bis, ovviamente TAPPARELLA!!!. Il pubblico, entusiasta, si fionda verso il palco, ma i buttafuori rompono parecchio le scatole e fanno uscire tutti tranne le fave, che vengono radunate in un angolo per dare avvio alla pulizia etnica. In ogni caso gli Elii hanno una discreta voglia di sparare cazzate, tanto che il backstage continua fuori dal teatro (visto che nel frattempo i buttafuori avevano cacciato anche il complessino), così il clima diventa presto molto divertente, soprattutto per le facce stupite degli allibiti Elio e Rocco che ben presto si trovano di fronte un Ivan Piombino che mostra loro orgoglioso il suo album di foto non con gli Elii, ma TUTTI SUOI AUTOSCATTI.
Sono cose che fanno pensare...
Da Torino è tutto,
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