LIVE IN LA SPEZIA Primo MAGGIO 2000
QUANT'È DURA L'AVVENTURA |
a cura di
Marok |
Gli ultimi giorni di primavera annegavano placidi e sonnacchiosi nel freddo umido della
casa dei pazzi quando un improvviso squillo mi risveglia dal torpore. Una telefonata. Di quelle che allungano
la vita! "Ciao Marok! Sono Andrea!!! Vado a vedere gli Elii a La Spezia, vuoi un passaggio?"
A dirla tutta non mi ricordavo bene chi fosse questo Andrea, e in effetti rivedendo il
suo volto da vicino (vedi foto) iniziai a nutrire qualche dubbio sulla mia incolumità, ma i dubbi ben
presto si dipanarono lasciando spazio alle certezze quando per tutto il viaggio in autostrada, nonostante i
quaranta gradi esterni, decise di tenere i finestrini sigillati perché se no non si sentiva l'autoradio,
e furono riconfermati quando a metà viaggio si accorse che il livello dell'olio era tragicamente a zero,
fiondandosi in tutta fretta alla prima stazione di servizio. Il meccanico ci annunciò con fare beffardo:
200 CARTE. Il concerto gratuito iniziava a sembrare piuttosto caro…
Ma non era finita: appena usciti dal casello di Genova una volante della polizia ci fece cenno di accostare.
"Ecco - pensai - adesso vedono che sono obiettore, che sono fuori e mi sbattono dentro" "Patente e libretto -
sentenziò l'agente - Non si mettono le cinture, ragazzi?"
Pronti per un ulteriore salasso scendemmo dalla macchina. Il poliziotto guarda con fare sospetto le nostre
magliette e mormora "Elio e le storie tese… ah… siete dello staff?" "Sì, sì - interveniamo
prontamente - siamo i tecnici del suono, andiamo a montare il palco…" "Sul serio? - esclamò ammirato -
Ma… il complesso è già passato di qua?" "No, arriveranno tra poco…" "Va be', per questa volta
chiudo un occhio, ma la prossima volta… però salutatemeli!"
Schizziamo in macchina e partiamo alla velocità della luce destinazione La Spezia, alla ricerca della
fantomatica piazza Europa, finché non capitiamo in una tal piazza BEYRUTH dove notiamo un palco
a noi molto familiare, sopra il quale riconosciamo una certa Silvia e un certo Christian Meyer… È stato
più o meno allora che Andrea mi ha convinto a smettere di cercare piazza Europa :o)
E così, dopo qualche minuto di chiacchiere con loro e con il buon Sergione, ce ne andiamo a fare un
romantico giretto sul litorale spezzino. La foto parla da sé… :o)
Alle quattro sentiamo che sta iniziando il soundcheck, così ci shpalmiamo sotto
il palco per goderci un Rocco Tanica scatenato che inizia a cantare il medley sostituendo tutte le parole con
"Cabina", di fronte agli occhi di un Elio sbigottito e divertito e ad un Mangoni che si diletta con la tastiera,
seppure spenta. L'acustica è buona, ma dai muri della chiesa alle nostre spalle proviene un'eco molto
divertente, che "raddoppia" la batteria, così i tecnici fanno segno di NON fare l'unplugged e il pubblico
dimostra prontamente di non esserne molto divertito.
Ma le disavventure non erano finite. Verso le 7 il cielo si fa sinistramente nero, e la visione del palco
completamente scoperto inizia a rievocare tristi ricordi, risuonano tra il pubblico i nomi dei luoghi delle più
recenti disgrazie meteorologiche: Collegno, Frassineto Po… qualche gocciolina di pioggia, caduta verso le 8, lascia
temere il peggio, ma alle 8 e mezza un diluvio universale toglie ogni dubbio.
Tutto il pubblico si riversa sotto i portici ai lati della piazza, mentre il palco scompare sotto la pioggia battente e
il mio fido pilota Andrea ripensa alle sue duecento carte inghiottite dalla furia degli elementi.
Verso le dieci la pioggia diminuisce d'intensità, così ce ne torniamo verso il palco per avere notizie
fresche sul nostro destino. La tastiera di Sergione sembra funzionare, mentre quella di Jantoman risulta
stabilmente in coma, così come i riflettori che rimangono quasi tutti spenti (e questo spiega la bellezza
delle nostre foto :o)). Qualcuno prova a mettere su un cd in playback, ma le casse alla nostra destra iniziano a
gracchiare: un canale è fuori uso! Ma nulla ferma il complessino, si decide di suonare in mono e, alle dieci
e mezza, LO SHOW HA INIZIO!!!!
"Questo è un concerto ad altissimo rischio" esclama Elio salendo sul palco. La sua
voce è praticamente inesistente, l'equalizzazione è orrenda, tutti i volumi sono a puttane e tra
tutti gli strumenti si sente praticamente solo la chitarra del Civas, ma i nostri non se ne curano e iniziano l'ottima
intro strumentale, seguita a ruota da BALLA COI BARLAFUS. Elio muove le labbra ma di voce non c'è
traccia, tuttavia un vero artista non si ferma di fronte a queste difficoltà e lo spettacolo prosegue con
HELP ME, L'ASTRONAUTA PASTICCIONE, TONZA PATONZA, URNA, BUONA GIORNATA e UNANIMI.
"Sia chiaro che con tutta quest'acqua questo show è interamente in playback - urla Elio - d'altronde
è GRATIS, che cazzo volete???" Al corrente delle nostre disavventure economiche, Sergione ci lancia
occhiate compiaciute e divertite, mentre partono le note di DISCOMUSIC con un ottimo Mangoni ragazzo cubo
che mostra fiero le sue "maniglie dell'amore" ad un pubblico che si chiedeva piuttosto che fine avesse fatto
Psichedelia… :o). Ma partono i cori inneggianti all'architetto ed Elio ribatte: "Siamo sempre un po' amareggiati
dall'assistere impotenti all'applauso che viene tributato ad un incapace! Ogni sera sempre questa
goccia… noi non è che siamo invidiosi, però… vaffankulo!!!"
E il concerto prosegue con CARRO, MILZA e ACIDO LATTICO finché, dopo un lungo
applauso, Mangoni sale sul palco e, nei panni del direttore d'orchestra più ingrassato in sole
ventiquattr'ore, dirige l'ottima composizione dal titolo IL SIGNOR SPEZIALE. Finalmente i volumi delle voci iniziano
ad essere accettabili, anche perché non sono coperti da nessuno strumento, e parte FARMACISTA!
Delirio puro!!!
Ma al termine del brano si crea un attimo di silenzio, e il buon Faso prende la parola. "Stasera c'è un gioco
un po' speciale. Ci si vede alla pineta all'una di notte per un gioco della bottiglia, ci sono tre posti liberi, si
può baciare, toccare, ma attenzione: solo ragazze!" "Eh sì - spiega Elio tra le urla di giovani
donne al settimo cielo - il gay non è più di moda, sono passati i tempi di Morgan, di Andrea
Pezzi, ormai siamo nel ventunesimo secolo, andiamo con le donne e facciamo incroci tra i Flower Power e
coro degli alpini ubriachi!!!" Tutto questo per introdurre i cori della VISIONE, vano tentativo di far cantare un
pubblico che Elio definisce come "il peggiore dopo Genova"!!! :o)
Seguono CARO 2000 e la mitica THE PEAK OF THE MOUNTAINS (presentata dal dottor
Stramangone che, come ai tempi di Grussu, regge i cartelloni con la storditissima traduzione in italiano) e la
trascinante YES I LOVE YOU, che vede noi della prima fila assolvere alla funzione di tappeti elastici ad uso e
consumo delle retrovie. Sono cose che fanno pensare… Ottimo livello tecnico, il concerto è al suo apice
quando inizia l'ottima INDIANATA, che questa sera racconta le gesta di una casalinga che, mentre prepara il
pesto, trova nelle sue mutande un vibratore sporco di cacca. "I tuoi problemi, quando ti accorgi che non è
la tua cacca…" conclude Elio tra gli applausi e le note d'inizio di TVUMDB, inframmezzata come sempre dallo
stupendo assolo di sax del grande Paolone e conclusa dal consueto "finto acuto" del nostro Elio, che, per
dimostrare che il concerto è tutto in playback, si lancia in un divertentissimo mimo insieme a Faso,
nel quale i due si muovono sincronizzati con l'audio in playback che rallenta, accelera, va all'incontrario, si ferma,
"l'importante è che sia chiaro che anche mentre parliamo è tutto playback!!!" insiste Elio.
Finché la voce di Mentana non annuncia IL ROCK AND ROLL. I meglio informati lanciano qualche bestemmia
per il mancato unplugged, ma "the show the must the go the on", perciò si prosegue con la bella TELL ME
YOU LOVE ME, e di nuovo la voce di Elio scompare vittima dei volumi completamente sballati. "Il nostro tour
è praticamente anche se non ufficialmente terminato - esclama il cantante - ma noi abbiamo presentato
una proposta di legge in parlamento per garantire a ognuno una festa delle medie all'anno, per poter limonare in
santa pace con le tapparelle abbassate!!!" E partono le note di Tapparella, ottima esecuzione, stupendo il lungo
assolo finale del buon Cesareo, che anche stavolta scatena scene di violenza urbana per l'accaparramento del
suo magico plettro, nelle quali ovviamente mi trovo ad essere l'immancabile seppur involontario epicentro.
E per il backstage Silvia ci dà appuntamento nel bar dell'albergo del complessino,
senza badare al fatto che tale bar era drammaticamente chiuso. Così ci svacchiamo nella hall sorseggiando
la grappa portata da una giovane favessa con il chiaro fine di farci ubriacare ed abusare dei nostri corpi. "Allora
come va con il servizio civile?" mi chiede Christian Meyer.
Gli racconto le mie disavventure nella casa dei pazzi, con Faso di fianco che si fa quattro risate ascoltando le mie
sfighe da obiettore, mentre Andrea e Rocco Tanica si cimentano in un'ardua gara di barzellette. "Ho visto il vostro
sito - mi dice Sergione - complimenti a tutte le Fave Romane!!!" Stavo per penetrarlo dalla felicità quando
decide di uscire e di andarsene a fare un giro notturno per le strade di La Spezia. Non sa cosa si è perso…
Ma si erano fatte le due e, facendo due conti, Andrea ed io consideriamo che è meglio incamminarsi verso
casa, così salutiamo il complessino facendo le condoglianze a Jantoman per la sua defunta tastiera, e
decolliamo a tutta velocità verso la tangenziale, quando, tutt'ad un tratto… sui nostri visi stupefatti si
dipinge lo stupore… sul marciapiede davanti a noi sta passeggiando con aria sognante nientemeno che… il buon
Rocco!!!
Ci accostiamo e gli urliamo: "Mi scusi… per il centro???"
Rocco si volta e, senza batter ciglio, ci risponde: "ANDATE SEMPRE IN TONDO!!!"
E' anche da queste cose che si riconosce un vero artista… anche se non ho capito una cosa… secondo voi
adesso dobbiamo ancora continuare a girare? :o)
Alla prossima!
Vuoi vedere tutte le foto di questo concerto?
Sono qui!
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